I Bordolesi del Trentino

Dall’8 al 10 novembre Palazzo Roccabruna rivive una grande tradizione attraverso degustazioni ed abbinamenti

Erano gli anni Sessanta. Il mondo era in fermento, in bilico tra il vecchio e il nuovo. In Trentino la viticoltura cominciava ad affrancarsi dalle antiche pratiche colturali, e i vignaioli cominciavano a guardarsi intorno, a fare confronti, ad assaggiare i vini d’Oltralpe, a viaggiare. Fu allora che due pionieri della moderna enologia, Ferdinando Tonon, dell’Istituto agrario di San Michele all’Adige e Leonello Letrari, all’epoca enologo della cantina Bossi Fedrigotti, intuirono la possibilità di schiudere nuove prospettive agli orizzonti ancora angusti del vino locale. Nacquero così – a distanza di poco l’uno dall’altro – i primi bordolesi del Trentino, il Castel San Michele dell’Istituto agrario e il Fojaneghe di Bossi Fedrigotti, due rossi di grande carattere, prodotti con un taglio di Merlot e Cabernet secondo l’uso di Bordeaux. Fu l’inizio di una nuova epoca per la vitivinicoltura trentina. Il Fojaneghe fu un successo nazionale ed internazionale, una moda che conquistò anche i vip del tempo, in particolare Raimondo Vianello e mago Zurlì.

Oggi quei vini sono ancora in commercio e continuano una tradizione di successo che può vantare molti altri rappresentanti, alcuni di grande fama. Col tempo i bordolesi trentini hanno saputo rinnovarsi, evolvendo insieme al gusto dei consumatori: non più solo Cabernet e Merlot, ma anche Teroldego e Lagrein in piccole quantità, sufficienti per dare al vino un carattere più trentino, una nota di terroir che ne fa a pieno titolo degli interpreti della vocazione vitivinicola provinciale. A questi vini Palazzo Roccabruna, Enoteca provinciale del Trentino rende omaggio dall’8 al 10 novembre con un evento dal titolo I bordolesi del Trentino: dai ruggenti anni Sessanta ad oggi che prevede numerosi incontri dedicati alla degustazione di diverse annate di alcuni dei più noti bordolesi del Trentino.

Sarà ospite dei laboratori del gusto previsti dall’evento l’enologo Paolo Pedrotti della cantina Pedrotti Spumante di Nomi (TN) oggi specializzato nel Trentodoc, ma che un tempo era l’autore di un bordolese apprezzato il Morlacco. Venerdì 8 novembre alle 18.00 in un incontro con posti limitati Paolo Pedrotti aprirà delle rare bottiglie di Morlacco 1971 e 1975.

Il 9 novembre sempre alle 18.00 le aziende Rosi di Volano (TN) e Grigolli di Mori (TN) approfondiranno la vocazione del territorio nella produzione del taglio bordolese proponendo alcuni vini di loro produzione con uve provenienti dalla Vallagarina, zona che ha dato i natali ai Bordolesi. Il 10 novembre alle 18.00 sarà la volta delle giovani generazioni con gli enologi delle cantine Grigoletti di Nomi (TN) e Furlani di Vigolo Vattaro (TN) che faranno degustare alcuni bordolesi di “nuova generazione”.

Oltre alle degustazioni per cui è richiesta la prenotazione (tel. 0461/887101) condotte dai produttori stessi non mancheranno gli abbinamenti con i piatti della cucina trentina in occasione degli appuntamenti del ciclo “A tavola con la cucina trentina” (10 novembre dalle 19.00 alle 22.00). Ai fuochi di Palazzo Roccabruna troveremo il ristorante Malga Canali di Tonadico (TN) che proporrà un menù dal titolo “I sapori delle valli” pensato proprio per un abbinamento con i bordolesi trentini. Nelle sale dell’Enoteca dall’8 al 10 novembre dalle 18.00 alle 22.00 sarà disponibile la collezione dei bordolesi per tutti gli appassionati curiosi di mettere a confronto le tante espressioni di questi rossi.

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