Terre collettive: esempi di comunità collaboranti

Venerdì 12 settembre, dibattito pubblico, in occasione di «San Daniele Cavalli»

Anche quest’anno, nel corso di «San Daniele Cavalli», si potrà incontrare le proposte dell’Agricoltura sociale e della Proprietà collettiva. Prodotti e progetti delle due innovative realtà socio-economiche saranno esposti negli stand allestiti nel «Parco del Tagliamento» di Villanova di San Daniele, sabato 13 e domenica 14 settembre.
Per promuovere la cultura delle Comunità locali e le iniziative dell’Economia sociale, l’«Area Solidale» della manifestazione sosterrà anche un incontro sul tema: «Terre collettive: esempi di comunità collaboranti», a cura del Coordinamento regionale della Proprietà collettiva. Tale dibattito è in programma venerdì 12 settembre, alle ore 20.30 a San Daniele, presso la Sala dell’ex Municipio di via Garibaldi, poco dopo la conclusione dell’inaugurazione ufficiale di «San Daniele Cavalli» e «San Daniele solidale», prevista per le ore 19, nell’area festeggiamenti di Villanova.
Sono previsti gli interventi del sindaco di San Daniele, Paolo Menis; del coordinatore socio sanitario dell’Azienda per i Servizi Sanitari n. 6 «Friuli occidentale», Alberto Grizzo; dell’operatore socio-culturale del movimento di volontariato «MoVi» e del Centro culturale «Luciano Tavazza», Alberto Fabris; e del portavoce del Coordinamento regionale della Proprietà collettiva, Luca Nazzi. La serata sarà arricchita da intermezzi teatrali su avvenimenti legati alle Terre collettive del Sandanielese. A cura di Gianfranco Milillo e del «G.A.D. Q. Ronchi», saranno rievocate, in particolare, le rivolte contadine del 1840 e 1841, già studiate da Piero Brunello, nell’opera «Ribelli, questuanti e banditi. Proteste contadine in Veneto e in Friuli 1814-1866» (ristampata nel 2011), e poi riproposte in chiave teatrale da Alviero Negro nel dramma in due parti «Int di Masnade» del 2004. Oggigiorno, nel Friuli collinare, soltanto in Comune di Majano le Proprietà collettive delle Comunità locali sono ufficialmente riconosciute. Mentre nei Comuni di Coseano, Dignano, Forgaria, Povoletto, Ragogna, San Daniele e Tricesimo gli accertamenti burocratici che competono alla Regione e che sono necessari alla gestione comunitaria di tali Beni comuni tradizionali riusultano tuttora «non definiti». In altri Comuni, come ad esempio Cassacco, Colloredo di Montalbano, Fagagna e Rive d’Arcano, sono stati emessi (talvolta in maniera del tutto arbitraria e superficiale) dei «Decreti di archiviazione» nel tentativo di cancellare un’istituzione che ha plasmato l’economia e la vita sociale delle Comunità friulane per lunghissimi periodi storici. Nella stessa area del Friuli centrale, tuttavia, si registrano significative esperienze di Comunità che gestiscono in forme attive e innovative i propri Beni collettivi (ad esempio a Bressa di Campoformido, a Ciconicco di Fagagna, a Povoletto e a San Marco di Mereto) oppure che hanno avviato processi partecipativi per il riconoscimento e la valorizzazione dei rispettivi patrimoni (ad esempio a Tomba di Mereto e a Nogaredo di Corno, in Comune di Coseano).

 

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