Crescono nel settore food/beverage le richieste di manager della logistica, una figura che ora cambia veste

Da un’analisi di Gustorotondo, brand attivo nell’e-commerce nel settore enogastronomico (www.gustorotondo.it), emerge che si sta allontanando sempre di più la tradizionale attività della logistica che gestisce il movimento delle merci, dal fornitore fino al cliente finale, e si sta invece avvicinando la logica dominante nel supply chain management. La supply chain è la rete globale composta da entità economiche, come ad esempio: fornitori, aziende manifatturiere, magazzini e centri di distribuzione, che sono coinvolte, attraverso collegamenti a monte e a valle, in differenti attività che producono valore nella forma di prodotti e servizi destinati al consumatore finale. Uno dei requisiti richiesti al manager della logistica è dunque quello di sapersi configurare in tempi brevi con ciascuna di queste entità. Questo aspetto è necessario allo scopo di rispondere in modo tempestivo alle fluttuazioni e di poter sfruttare le opportunità offerte dal mercato. La supply chain, per raggiungere elevati livelli di efficienza, deve partire dalle operazioni di progettazione e finire con l’assistenza post-vendita e deve sincronizzare tutte le operazioni di fornitura, produzione e distribuzione

La logistica sta diventando sempre più rilevante e ricca di sfide: infatti,  le  informazioni circolano quasi istantaneamente via Internet,  creando una domanda di  trasferimento delle merci verso destinazioni sempre più lontane e in tempi brevi”, spiega Giovanni de Simone, managing director di Gustorotondo. “Accanto alla tradizionale attività logistica, che potremmo definire  ‘rettilinea’ in quanto gestisce il movimento delle merci  coinvolgendo due soli attori (mittente e destinatario), diviene dunque sempre più importante l’attività ‘a rete’, nella quale sono gestite le attività di molteplici  attori (produttori, centri logistici, distributori, punti di ritiro) al fine di ottimizzare l’efficienza del processo complessivo di distribuzione.  A rendere il quadro ancor più complesso concorrono l’aumento della gamma prodotti, la frammentazione degli ordini e la disomogeneità delle richieste dei consumatori e delle imprese (basti pensare ai prodotti di lusso o a quelli che richiedono il controllo della temperatura).  Ambiti di particolare interesse sono la questione dell’’ultimo miglio’ e quello dei punti di ritiro della merce: in  entrambi i casi, si assiste a un notevole fermento di sperimentazione di soluzioni.  Uno dei requisiti fondamentali del manager della logistica è quindi quello di sapersi adattare rapidamente alle soluzioni più efficienti, in modo da sfruttare le opportunità offerte dal mercato”, conclude De Simone.

 

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